Alcuni appunti per il Consiglio dell’Oratorio del 12 marzo 2012


Grest 2012 dal 18 giugno al 20 luglio. Destinatari elementari e medie. Questioni:
•    Aiuto con educatori tana Libera Tutti
•    ritocco quote iscrizioni e settimanali
•    eventuale aggiunta SETTIMANA DOPOGREST (tipo gare olimpiche) dal 23 al 27 luglio?


Estate Giovani: animazione per adolescenti dalla terza media alla terza superiore attiva dal 25 giugno al 20 luglio il lunedì, martedì, giovedì e occasionalmente il venerdì dalle 16.30 alle 22.00 con cena. Questioni:
•    significatività e necessità della proposta
•    risorse per preparazione, conduzione, animazione
•    educatore adatto per coordinare
•    quota da ritoccare


Sport in Oratorio. Attività da discutere e trovare referenti per verificare fattibilità:
•    12 ore di basket: dalle 19.00 alle 7.00 Sabato 9 giugno?
•    Coppa Don Bosco  giugno – primi di luglio (segreteria, accompagnamento, sistemazione fino alle 23.30)


Soggiorno Carisolo (TN)
•    elementari e medie: da lunedì 16 a mercoledì 25 luglio: organizzazione e conduzione
•    turni open: da sabato 4 a domenica 19 agosto: organizzazione e conduzione
    

Apertura ordinaria
•    orario estivo 16.00 – 19.30
•    durante giorni Grest 17.30 – 19.30 (dopo preghiera)
•    chiuso 15 agosto
•    problema assistenza cortili
•    turni bar

ALLA RICERCA DI PRIORITA' DELLE NOSTRE PROPOSTE

 

Elenco proposte in discussione nel CDO del 21 febbraio 2011


L' Oratorio vive della presenza di educatori, animatori e collaboratori che accettano di costruire

insieme una comunità che desidera formare "buoni cristiani e onesti cittadini", attraverso interventi,

attività, esperienze. Il nostro Oratorio ha bisogno di RILANCIARE questo CUORE ORATORIANO. Sulla

base degli anni scorsi segnaliamo le iniziative che possiamo organizzare se troveremo persone

disponibili a lasciarsi appassionare per i più piccoli.

 

Elenco attività in progetto

CARNEVALE - 5 marzo Festa serale ragazzi medie e adolescenti

6 marzo Sflilata pomeridiana per bimbi quartiere

DLDAY Chiari – 27 marzo Festa MGS ragazzi medie

MERCATINO – 2/3 aprile?

Festa MGS a Parma – 10 aprile per tutti (dall'8 al 10 per SFA)

16 aprile- GMG diocesana dalle 16 alle 23

21 aprile Giovedì santo – GIORNATA AMICIZIA dalle 8 alle 17

Corso Animatori DIOCESI – Maggio 2011 (martedì 3/10/17 – mercoledì 25 – 1 giugno FESTA

Cassana con adolescenti diocesi)

PROCESSIONE MARIA AUSILIATRICE 24 maggio (sera)

FESTA COMUNITA' – 3/5 giugno

Preparazione Grest - Giornate Comunità Animatori 14/17 giugno (Cesenatico 12/17 giugno)

SPORT - Memorial DPietro - 12 ore di basket – Coppa Don Bosco

GREST (dal 20 giugno al 22 luglio? Oppure 29?)

ESTATE GIOVANI (dal 27 giugno al 22 luglio?)

FRASSENE' ELEM? (9/16 luglio) MEDIE? (16/26 luglio?)

 

Altri appuntamenti di gruppo già stabiliti:

- Colle Don Bosco Es. Vocazionali Superiori 18/20 Marzo

- Uscita Torino Medie 25-27 aprile

- Uscita Assisi Superiori 24/31 luglio

- Uscita Giovani Madrid 14/21 agosto

 

Qualche domanda per aiutarci sulla direzione da prendere:

- Per ogni iniziativa occorre chiedersi: a chi è diretta? Per quale finalità? Chi la può portare

avanti? Che frutti ha portato in passato? Dobbiamo togliere o ridimensionare qualcosa?

- E' importante che impariamo ad ascoltare: anzitutto la Parola di Dio che ci guida e purifica le

nostre intenzioni; poi le attese più vere e profonde dei nostri destinatari (bambini e ragazzi);

infine occorre sentirci una Comunità che cammina insieme per educare. Cosa possiamo

ricercare per ascoltarci di più?

- Ci sentiamo spinti a superare gli atteggiamenti negativi della critica sotterranea (quella che

non vuole mai dire di fronte agli altri quello che veramente si pensa), del giudizio

superficiale basato sulle "impressioni" (che non viene mai più messo in discussione e

influenza tutto ciò che viene dopo), della pigrizia mentale e psicologica che fatica a lasciarsi

prendere dalla passione vera per un'impresa educativa che Dio ci indica e che ci impedisce

di lasciarsi rivoluzionare agenda, impegni e abitudini per rispondere di sì a Dio che chiama?

- Sentiamo dentro il cuore il desiderio di condividere tra noi i preziosi cammini umani e di

fede che stiamo vivendo? Possiamo trovare forme, modalità, occasioni per dimostrare a noi

e agli altri che "ci vogliamo bene" attorno a Gesù? Come rilanciare lo "spirito di famiglia"

dell'Oratorio che attiri bambini, ragazzi, adolescenti e giovani a fare riferimento ai nostri

ambienti? Di cosa hanno più bisogno quelli che si affacciano dalla nostra porta, o meglio:

cosa ci chiede il Signore attraverso i loro volti?

Programmazione Pastorale Parrocchia e Oratorio a Monteortone (PD) – 28/30 agosto 2009

Relazione per l’inizio dell’anno oratoriano 2009/2010

 

 

ORATORIO DI SAMBE, LUOGO DELL’INCONTRO CON GESU’

 

 

«Sia fatta la tua volontà, come in cielo così sulla terra» (Mt 6,10)

I veri parenti di Gesù

Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre». (Mc 3,31-35)

«Signore, vogliamo vedere Gesù» (Gv 12,21)

«Veramente non c'è niente di più bello che incontrare e comunicare Cristo a tutti.» (Cfr. BENEDETTO XVI, Sacramentum Caritatis, n. 84). 

Il cammino di Sambe, una storia ricca e variegata

Alcuni anni passati nella Comunità di San Benedetto fanno scoprire la ricchezza della storia che passa in questo luogo. Anzi, si potrebbe propriamente parlare di “tante storie” che incrociano, per un tempo più o meno lungo, le attività e le persone che vivono e operano nella Parrocchia di Sambe. Vita liturgica, azione caritativa, catechesi, animazione, sport, cinema, turismo, ecc… fanno incontrare molte persone, tanto che non è difficile incontrare ferraresi che sono passati da Sambe o da Frassené.

 

L’Oratorio cittadino, rilanciato da una decina di anni, è un evidente esempio di questa realtà, sia negli incontri occasionali dettati dalla semplice accoglienza, sia nelle attività organizzate con proposte ampie e articolate. La lunga analisi del cammino degli ultimi anni, svolta nella relazione dello scorso anno, definiva l’Oratorio come “un’opportunità significativa e temporanea per il cammino dei giovani ferraresi”. Infatti, gli iscritti certificati dalla SambeCard (attiva dal 2005) sono 1700, ma sicuramente almeno il doppio dei ragazzi e ragazze sono passati nei nostri ambienti. Ci siamo spesso chiesti che traccia abbiamo lasciato in quelle vite oppure se sono state sprecate preziose occasioni di incontro e crescita umana e cristiana. Definire e raccontare la complessità di tante storie risulta impresa ardua e che può conoscere solo lo sguardo di Dio! Possiamo rilevare che, nel suo complesso, la Comunità educativa di Sambe continua a “seminare” proposte di vita in continuità con il suo passato, anche se tanto resta da fare per rendere educativo l’ambiente nello stile di Don Bosco.

 

Anche nel prossimo anno pastorale desideriamo raccogliere le sollecitazioni che provengono dalla Diocesi e dal cammino della Famiglia Salesiana. La prima ci porta a considerare l’esigente espressione del Padre Nostro “Sia fatta la tua volontà”. Il Rettor Maggiore propone per il 2010 di rinnovare la passione evangelizzatrice dell’educatore salesiano con lo slogan “Vogliamo vedere Gesù”. Si tratta, in fondo, di far incontrare Gesù, di riconsegnarlo alla nostra vita e ai giovani, anzi, di lasciarci afferrare da Colui che ci sta cercando.

 

Nel cuore di tutto questo movimento di iniziative e attività rimangono sempre le persone, vere “pietre vive” che cercano di costruire un edificio umano accogliente, capace di far intravedere la presenza di Cristo, ricco di gioia vera e profonda, luogo che  prepara alla vita piena e realizzata. Solo con la crescita in santità, competenza e disponibilità delle persone di Sambe, il nostro Oratorio potrà essere “un segno profondo nella storia personale e sociale dei ferraresi”.

Uno sguardo all’oggi per aprire la strada del domani

Alla fine della programmazione dello scorso anno si ponevano tre attenzioni: porre il primato di Dio nelle attività e nei cammini; lanciare l’attenzione alla dimensione culturale con il progetto DopoSambe; uno sguardo di attenzione agli adolescenti che passano in Oratorio. L’anno pastorale 2008/2009 ha visto numerose iniziative che testimoniano la costante crescita in qualità dell’ambiente oratoriano. Ne citiamo le principali con alcuni commenti:

 

  • l’apprezzamento per i cammini di iniziazione cristiana con le relative celebrazioni dei sacramenti. La novità della diversificazione dei cammini e il notevole coinvolgimento dei genitori hanno incontrato interesse e fatto crescere molte famiglie. I molti aiuto-catechisti sono promettenti presenze future, ma il ruolo del catechista è visto ancora come “accessorio” e non come un’autentica “risposta” all’invito di Gesù di evangelizzare. Ci si augura una presa di coscienza di giovani e adulti per ridare alla catechesi il primato che gli spetta.

 

  • La maggiore definizione del Cammino del dopocresima con l’introduzione delle promesse e delle professioni di fede, graduali e legate a pellegrinaggi significativi. Molto positive le uscite a Torino e in Francia. Occorre tracciare con più precisione i cammini delle varie fasce di età e aprire prospettive concrete di servizio nell’ambito della Comunità quando un giovane arriva alla Professione pubblica di fede. Inoltre è necessario accompagnare gli educatori perché riescano a far proprio l’itinerario che cercano di far compiere ai ragazzi.

 

  • L’inizio dell’attività del DopoSambe, il doposcuola per ragazzi delle medie in collaborazione con l’Associazione “Tana libera tutti”, che ha visto la partecipazione di più di trenta ragazzi e ragazze, con diversi volontari ed educatori, coordinati da Don Dino. Significativa anche la presenza di una volontaria in Servizio Civile. Gli esiti più che positivi di questa impegnativa esperienza ci spingono a continuare sulla strada intrapresa. Citiamo anche l’attivazione eccezionale del  progetto CASCO, in collaborazione con l’Associazione Italiana Dislessia, a sostegno di una ventina di bimbi e ragazzi con disturbi dell’apprendimento.

 

  • La partecipazione di qualità e quantità alle iniziative formative del Movimento Giovanile Salesiano dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana. Siamo stati presenti praticamente a tutte le iniziative, anche nei gruppi di cammino vocazionale per adolescenti, con evidente crescita di appartenenza al Movimento e di conoscenza della spiritualità salesiana.

 

  • La collaborazione con alcuni giovani di Azione Cattolica per pensare e condurre il Corso diocesano Animatori ha mostrato un interessante interazione con la Chiesa ferrarese. Anche se da molti anni ospitiamo questi adolescenti, si è in parte superata una certa mentalità di “delega” che si rilevava negli anni passati. Anche se molto resta da camminare, i primi passi sono stati utili ad una reciproca conoscenza.

 

  • Le richieste di iscrizione alle attività estive del Grest e di Frassené (elementari e medie) sono notevoli e in controtendenza rispetto molte altre realtà simili a noi. Interessante l’iniziativa di Estate Giovani rivolta agli adolescenti. La qualità educativa delle attività e degli animatori è sensibilmente cresciuta, segno che la formazione che viene data è stata efficace. Rimane il rischio reale che ciò venga vissuto da ragazzi e animatori come splendide, ma inevitabili “parentesi”!

 

  • L’affluenza al Cinema si mantiene a livelli più che dignitosi e l’esperienza dei due cicli di Cartoonia, in collaborazione con gli animatori dell’Oratorio, è stata molto lodata dalle famiglie. Purtroppo rimangono ingenti le spese di manutenzione ordinaria che richiede. Sarebbe da potenziare l’utilizzo a scopi culturali, quali l’ottima serie dei Tè letterari.

 

  • Le attività sportive organizzate dalla PGS mantengono buoni risultati numerici, specialmente nella fascia delle ragazze 12-16 anni. Da due anni vi è un buon intervento formativo per i gruppi, anche oltre l’aspetto strettamente sportivo. La ripresa della Coppa Don Bosco estiva dopo un anno di riflessione ha visto in azione un buon gruppo di volontari e di partecipanti.

 

  • Continua la presenza dei gruppi missionari in Oratorio che supportano soprattutto le iniziative quaresimali, prima fra tutte la serie delle “cene povere”. In questa linea si apprezza anche l’ampliamento del gruppo “Amici del Sidamo” verso la bassa ferrarese, anche se resta da approfondire identità e ruolo dei gruppi in riferimento alla dimensione missionaria della Comunità parrocchiale.

 

  • Da rilevare infine la bella esperienza della verifica di metà anno (1 marzo) che ha portato a maturare la programmazione pastorale 2009/2010 come un’esperienza da vivere assieme, Parrocchia e Oratorio, giovani e famiglie, per individuare il cammino comune da seguire in tutti i gruppi e attività. Il luogo simbolico del “sagrato” che diversi avevano citato nell’occasione, è apparso come luogo condiviso da tutti; esso rimane come immagine di desiderio di comunione tra noi, come apertura al territorio, come luogo accessibile a tutti, segno del nostro coraggio di mostrare il vero volto della Comunità alla gente di Ferrara che passa per la via. In questo senso è stata simpatica e profetica la scelta di svolgere la Festa della Comunità sul Piazzale di Sambe.

 

 

Proposte di cammino per l’anno pastorale 2009/2010

Nell’ultimo Consiglio dell’Oratorio il nostro Parroco, Don Diego, ci ha stimolato ad una seria riflessione sulla crescita in senso comunitario della realtà di Sambe. Si tratta di passare dalla immagine delle “pietre vive”, che può rischiare di accentuare l’individualismo dei singoli e dei gruppi, a quella più impegnativa di “edificio vivente”. Per questo suggerisco alla Comunità educativa dell’Oratorio, comprendente TUTTI i gruppi che in qualche modo operano in esso, una proposta di discussione con alcune attenzioni e scelte operative:

 

  • ribadire e impegnarci a ridare il primato a Dio nella vita dei singoli, dei gruppi, degli ambienti, chiedendo il coraggio di una vera “conversione” di cuore e mentalità. In questo senso è importante riflettere sulle conseguenze del peccato nella vita personale e sociale del nostro ambiente, così come della ricchezza della vita di santità che va riscoperta anche tra di noi.

 

  • Continuare a formare educatori appassionati come Don Bosco, in grado di accostare adolescenti e preadolescenti, specie se a rischio o in disagio. Occorre sensibilizzare i genitori perché accettino di impegnarsi a costruire gruppi familiari carichi di amicizia, da cui escano volontari per l’educazione e la catechesi. Non è possibile “abbandonare il cortile” per gestire attività e incontri con piccoli gruppi, se questo diventa un luogo di dis-educazione.

 

  • Rilanciare e dare efficacia al Consiglio dell’Oratorio, luogo di discussione e coordinamento per TUTTE le attività che hanno una valenza educativa in Oratorio, pur rispettando autonomia e identità dei gruppi. Ultimamente la maggioranza delle vere decisioni avveniva in incontri informali e occasionali tra pochi. L’organismo deve ritrovare il suo senso spirituale di comunione, di formazione condivisa, di maturazione dei gruppi, di scoperta comune dei segni che Dio sparge nelle pieghe dell’attività quotidiana. L’importanza della comunicazione dei suoi componenti verso il Consiglio e dal Consiglio di ciò che si fa, assicura di un vero cammino comune, altrimenti difficilmente raggiungibile.

 

 

Affidiamo a Maria Santissima i nostri sforzi di ripartire insieme per essere segno dell’amore di Dio per la gioventù ferrarese, luogo in cui possono incontrare il vero volto di Gesù e ascoltare la sua voce di salvezza. Nel prossimo anno si ricordano i 100 anni dalla morte del Beato Don Michele Rua, primo successore di Don Bosco, che aprì l’opera salesiana di Ferrara e ricorrono i primi 10 anni dalla riapertura dell’Oratorio dopo la ristrutturazione (ottobre 2000). Occasioni per lodare Dio e per rinnovare la nostra disponibilità al suo progetto: “Sia fatta la tua Volontà”!

Grazie a tutti.

 

 

Monterortone, 29 agosto 2009                                                        Don Marco Lazzerini


 

Ferrara, 2 settembre 2010

 

Incontro preliminare per la Programmazione

Tracce per il progetto formativo dell’Oratorio 2010/2011

 

La Parola guida – Dal Vangelo di Giovanni Cap. 1


Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!". E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: "Che cercate?". Gli risposero: "Rabbì (che significa maestro), dove abiti?". Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)" e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: "Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)". Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: "Seguimi". Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: "Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret". Natanaèle esclamò: "Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?". Filippo gli rispose: "Vieni e vedi". Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: "Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità". Natanaèle gli domandò: "Come mi conosci?". Gli rispose Gesù: "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico". Gli replicò Natanaèle: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!". Gli rispose Gesù: "Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!". Poi gli disse: "In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo".


Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

 

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

 

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.

 

Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

 

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.

 

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

 

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò ch'è sviato.

 

Dona ai tuoi fedeli

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

 

Dona virtù e premio,

dona morte santa,
dona gioia eterna. Amen.



Punti di riferimento dei cammini:

- Parrocchia: La riscoperta del dono del Battesimo

- Rettor Maggiore: “Venite e vedrete” – La dimensione vocazionale della vita cristiana

- Diocesi: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” – La Parola, l’eucaristia e la carità

 

Il presente schema serve per focalizzare e riflettere sulle aree della Pastorale Giovanile dove l’oratorio ha operato negli scorsi anni per valutare quale camino proporre e portare avanti per i futuro.

 

CAMMINI DI FEDE proposti nell’anno scorso 2009/2010

 

aree

operatori

Proposte attuate

esito

suggerimenti

Catechesi battesimale

e genitori

0-6 anni

Sacerdoti

e alcuni adulti

Alcuni incontri pre battesimo

Incontri domenicali 0-3 anni

 

 

Catechesi iniziazione

1 elem

...

1 media

167 iscritti

(9 gruppi)

 

 

9 catechisti

(di cui 1 suora

e 1 sacerdote)

17 aiutocatechisti

 

 

1.2 elem: incontri alternati alla domenica bambini, genitori, festa pomeriggio

3-4-5 el: lun. e dom. con scelta tipologia innovativa/esperienziale

1 media: merc. con metodo piccoli gruppi

 

1.2 elem. bene gli incontri bimbi, benino genitori, non bene feste

3-4-5 scarsi i numeri dei gruppi lunedì anche se ben curati – graditi anche se non sempre efficaci la domenica

1media – buono con qualche fatica al coinvolgimento

Gruppi più piccoli alla domenica

Maggiore formazione catechisti

 

Genitori catechesi iniziazione

 

4 sacerdoti

Incontri durante l’anno

(vedi allegati)

A fasi alterne la partecipazione.

Quasi nessuna partecipazione all’incontro assembleare con specialista

Richiesto maggiore coinvolgimento Programmazione ?

Cammino parallelo ai figli

Aiuto da coppie laici

Cammino

di fede

2a media

3a media

1 super

2.3 super

Giovani

(quasi 100)

11 educatori

Incontri settimanali

2m 3m mercoledì 17.30

1 super lun 18

2.3 super ven 17.30

Giovani – variabile

Scuola della Parola

Uscite a Bologna, Roma, Abruzzo, Santiago

La traccia delle sei tappe è da rendere concreta, specie nelle medie

Complessivamente buoni i cammini dei gruppi

Si segnala apertura dei giovani alla Diocesi

Ottime le uscite

Alcune difficoltà con qualche educatore

 

Genitori dei ragazzi in

Cammino di fede

 

Quasi assenti

 

Occorre avere proposte per incontrare questi genitori

Proposte

vocazionali

Sacerdoti ed educatori adolescenti

Cammino GXG  MGS ILE

Esercizi vocazionali

Giornate di Comunità con i Salesiani

 

 

3 ragazzi hanno aderito al GxG  ispettoriale

Una ventina di ragazzi e ragazze agli ES Vocazionali a Torino e Colle DB

5 ragazzi hanno vissuto alcuni giorni con la Comunità salesiana

 

 

 

 

 

 

 

CORSO ANIMATORI 2009 2010

Ø       MGS Bologna – 24 ragazzi

Ø       Locale – 60 ragazzi

Ø       Educatori 10-12 coinvolti a vario titolo + alcuni aiutanti x logistica o collaboratori esterni

 

Programmazione Oratorio a Monteortone (PD) – 29/31 agosto 2008

Relazione per l’inizio dell’anno oratoriano 2008/2009

 

 

ORATORIO DI SAMBE, BUON TERRENO PER IL SEME DEL REGNO DI DIO

 

Dal Vangelo di Marco: Gesù diceva: «Il regno di Dio è come la semente che un uomo sparge nella terra. Ogni sera egli va a dormire e ogni giorno si alza. Intanto il seme germoglia e cresce, ed egli non sa affatto come ciò avviene. La terra, da sola, fa crescere il raccolto: prima un filo d'erba, poi la spiga e poi, nella spiga, il grano maturo. E quando il frutto è pronto subito l'uomo prende la falce perché è venuto il momento del raccolto.

E Gesù diceva: «A che cosa somiglia il regno di Dio? Con quale parabola ne parleremo?Esso è simile a un granello di senape che, quando viene seminato nella terra, è il più piccolo di tutti i semi.

Ma poi, quando è stato seminato, cresce e diventa il più grande di tutte le piante dell'orto. E mette dei rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

 

Una famiglia che cresce e fa crescere con il cuore di Don Bosco

La celebre frase di Don Bosco che descrive l’educazione come “cosa di cuore” termina con la precisazione: “Dio solo ne è il padrone”. L’immagine che vuole guidarci in queste riflessioni è quella del padrone del campo, il seminatore, che non ha paura di affidare al terreno della libertà umana la buona semente del Regno. Il terreno trova in sé la forza per far crescere questo seme, ma occorrono condizioni favorevoli, serve una cura adeguata per favorire la crescita e togliere impedimenti, siccità, illusioni. Questo compito di coltivare è affidato all’educazione. L’energia della crescita insita nel seme è un dono stesso di Dio, un suo disegno che attende compimento.

L’espressione “il Regno di Dio”, che sarà il tema dominante in Diocesi per questo anno pastorale, potrebbe essere declinata dalla realtà che si vive nell’atto di educare. Quando c’è amore e confidenza avviene che l’educando accoglie in sé lo sguardo e la presenza dell’educatore. Sotto la guida di colui che è colto come amante della vita avviene una crescita che insegna scegliere alcune strade a lasciarne altre. Ciò che si desidera per il proprio futuro viene purificato da Colui che conosce la strada giusta da seguire e così la realtà spesso supera le attese e il frutto finale è un’immensa gioia: sono ciò che dovevo essere agli occhi di Dio!

Infatti, quando Dio “regna” nell’esistenza, significa che la si scopre come un dono, si intuisce qual è la sua origine, si intravede il suo destino, si accetta, in fondo, di riconoscersi creature amate di fronte ad un Creatore amante. Dio può “regnare” in questo mondo se la libertà umana accetta tale condizione. Il peccato delle origini non è stato altro che il rifiuto di essere sottomessi a Dio.

La grandezza di Gesù è stata quella di essere stato obbediente fino in fondo alla volontà del Padre suo, cioè donarsi totalmente in balia della volontà dell’uomo. Attraverso l’ascolto della Parola di Dio, la vita sacramentale e la disponibilità a seguirlo nella sua Chiesa, si diventa come Lui, vincitori su tutto, anche sulla morte. La vita vera, piena e realizzata, nasce dalla fiducia in Colui che non trattiene nulla per sé e dona la vita per gli altri. Da questo modo di amare noi capiamo cosa sia realmente l’amore e di fronte a Gesù, crocifisso e risorto, si comprende ciò che non è amore o arriva addirittura a spegnere l’amore tra noi.

La vita spirituale, cioè guidata dallo Spirito Santo, non è qualcosa di diverso o lontano dalla vita materiale, quotidiana; lo Spirito illumina la mente, scalda il cuore, dona forza alla volontà per riconoscere che questo Dio amante è un Padre. Aiuta a vivere uniti a Cristo per essere come lui, vincitori nella vita, capaci di donare i propri talenti perché portino frutto, attenti alla voce di Colui che chiama e manda nel mondo per portare la buona notizia a tutti. Non a caso Gesù ripete ai suoi di annunciare che il “Regno dei cieli è vicino”.

Potremo dire che abilitare a riconoscere Dio che ama ed è vicino, che ha qualcosa da dire a me e ai miei fratelli riguardo la nostra felicità eterna, è lo scopo primario di ogni educatore. Dono Bosco ha vissuto e operato nella sua vita solo per questo scopo.

Il Rettor Maggiore ha lanciato la sfida di “tornare a Don Bosco” con la strenna 2008, ma adesso ci invita a farlo insieme, come “Famiglia Salesiana”, chiamata a trovare le comuni radici, uno sviluppo fraterno, un fine condiviso: portare buon frutto per il mondo, specie quello giovanile.

 

Un cammino di grazia per Ferrara

Credo di poter riconoscere nella storia recente del nostro Oratorio di Sambe qualche segno del grande amore con cui siamo amati da Dio.

Dalla costituzione dell’attuale Consiglio dell’Oratorio sono passati ormai sei anni. Questa Comunità educativa ha raccolto un ricco passato di educazione salesiana a Ferrara. Lo abbiamo già ricordato negli anni precedenti in occasione delle programmazioni. Ripercorrere alcune tracce del cammino compiuto può aiutarci a cogliere come la nostra “famiglia educativa” stia crescendo e come, misteriosamente, la pianticella rinforzata dal rilancio dell’Oratorio del 2000 stia diventando albero. Cogliendo la traccia del cammino dove ci guida lo Spirito e trovando nuovi stimoli, ci auguriamo che il piccolo seme divenga albero e Sambe divenga luogo dove possano trovare riparo gli adolescenti e i giovani ferraresi. Luogo non per chiudersi in un nido, ma per scoprire l’amore di Dio e spiccare il volo come testimoni di vita per il mondo.

 

Il cammino in questi anni si è basato essenzialmente sui quattro pilastri di un oratorio salesiano: “casa che accoglie, parrocchia che evangelizza, scuola che avvia alla vita, cortile per incontrarsi da amici”. Sinteticamente si è sviluppato così in questi anni di Consiglio dell’Oratorio:

q       2002/2003 – Oratorio casa che accoglie. Fin dai primi incontri si è sentita la necessità di potenziare la capacità di ampia accoglienza nei confronti dei tanti ragazzi che frequentavano. Sono aumentate le presenze in modo significativo anche se rimanevano poche le adesioni a proposte di impegno e di formazione. Il temi ricorrenti dell’anno sono stati significatività educativa e coinvolgimento di tutti alle iniziative.

q       2003/2004 – Una buona notizia per il mondo. Da quest’anno si iniziava a prendere come riferimento base l’indicazione della strenna del Rettor Maggiore. Sottolineando la necessità di riproporre l’impegno della santità ai giovani, occorreva trovare modi espliciti per riaffermare il primato di Dio sulle tante attività dell’Oratorio. Per essere anche “parrocchia che evangelizza”, si è andati alla ricerca di spazi concreti ed espliciti di evangelizzazione. Nasceva il time out anche se solo per certi periodi. Solo l’anno successivo sarebbe entrato come abitudine abbastanza accettata.

q       2004/2005 – Un volto per Sambe. Un ritorno al tema dell’accoglienza legata all’esigenza di avere “volti concreti”, cioè educatori che accolgano i ragazzi. Nell’anno si è avuto il potenziamento della formazione per i giovani animatori e un impegno a offrire proposte di educazione alla fede per tutte le fasce di età. Si discute sui giovani e sul loro inserimento in Oratorio e in Parrocchia come protagonisti. Temi importanti sono la comparsa di numerosi extracomunitari, anche adulti, quasi ogni giorno e il rischio di essere solo “contenitore” per gruppi di ragazzi che non vengono coinvolti dall’ambiente (es. magic..) La visita di Don Frisoli ci stimola a potenziare la qualità delle proposte, il coinvolgimento dei laici, l’apertura al territorio. Nel febbraio 2005 nasce la SambeCard.

q       2005/2006 - Un cuore oratoriano per Sambe. In settembre vi è il primo incontro di settembre a Frassené per la programmazione dell’anno. Nasce l’esigenza di ricercare delle motivazioni profonde per educare in stile salesiano che significano, in pratica, la crescita nel cammino di fede personale e la conoscenza di don Bosco. Mossi dal tema della riscoperta della famiglia, indicato dal Rettor Maggiore, si coglie che occorre una Comunità educativa con il cuore salesiano per accogliere i ragazzi in uno stile condiviso di famiglia. In dicembre 2005 abbiamo la Visita del Rettor Maggiore.

q       2006/2007 – Oratorio ambiente di vita.  Ripartendo dalla riflessione sul Consiglio dell’Oratorio e cercando un migliore rapporto tra giovani e adulti, si cerca un consolidamento dei due punti precedenti – accoglienza ed evangelizzazione – puntando a ripensare il valore educativo ed esistenziale delle attività in atto nell’Oratorio. Si sente l’esigenza di dare spazi di preghiera più espliciti. Nasce la proposta del time out del venerdì come spazio di riflessione dei giovani sulla Parola di Dio domenicale. Inizia una riflessione più accurata sul cortile e le figure di riferimento per l’animazione e l’accoglienza dei ragazzi che vengono occasionalmente in Oratorio.

q       2007/2008 – Educazione è cosa di cuore: attenzione educativa in Oratorio sullo stile di Don Bosco. La ricerca di “tornare a Don Bosco” ci ha portato ad una revisione della qualità delle attività in rapporto alla fede. Riportiamo alcuni aspetti dell’interessante fotografia della situazione che è stata fatta nella programmazione dello scorso anno e che coglie aspetti interessanti di cammino:

o        la SambeCard ha scoraggiato gli adulti extracomunitari ad occupare gli spazi

o        le bande di “maleducati” non sono attualmente presenti e, anzi, diversi si sono staccati da simili compagnie e vengono a Sambe

o        notevoli e di qualità la presenza di gruppi di ragazzi e ragazze che saranno quest’anno del biennio delle superiori e aumenta la presenza di giovani nei cortili e nelle attività

o        la considerazione nelle famiglie sull’ambiente è alta e abbiamo molte richieste di adesione alle proposte da tutta la città.

o        Rimane difficile l’accoglienza verso nuovi che vogliono entrare nei gruppi, specie se portano con sé fatiche.

o        I ragazzi tendono a lasciarsi vivere e occorre spingerli nelle iniziative e nel servizio: senza un referente adulto spesso si perdono e faticano a reagire con creatività.

o        L’ambiente degli educatori sembra rimanere alquanto indifferente verso le scelte religiose e morali dei ragazzi: c’è difficoltà a considerare la mancanza della “grazia di Dio” come un problema.

Con lo slogan  L’oratorio prende vita da un cuore educativo abbiamo cercato di crescere nella vita di fede personale di ciascuno per dare risposta reale alla chiamata ad educare in Oratorio. Affermando con il Rettor Maggiore che “Cristo è un diritto di tutti” ci siamo sforzati di dare il primato a Dio sopra tutte le nostre attività. Un impegno importante era di valorizzare i giovani offrendo proposte alte e spazi di azione. Nuova attenzione è stata rivolta al tema del cortile della sua assistenza e della sua animazione.

 

In conclusione di questa carrellata storica si può notare come tre pilastri su quattro sono stati sviluppati con accenti diversi. Rimane disatteso il tema della cultura, in quel punto che definisce l’Oratorio “scuola che avvia alla vita”. La lacuna è stata spesso notata nei vari incontri di revisione e programmazione, ma si è preferito puntare su altro. In complesso si può comunque affermare che esiste un autentico cammino di crescita del nostro ambiente. Meglio ancora si potrebbe definire Sambe come “un’opportunità significativa e temporanea per il cammino dei giovani ferraresi”. Tocca alla Comunità educativa essere carica di passione e creatività per lasciare una traccia profonda nel tempo più o meno lungo che questi ragazzi passano a Sambe.

 

 

Lo sguardo all’Oratorio di oggi

Dopo questo lungo excursus del fin qui vissuto, consideriamo la situazione odierna dell’Oratorio da un punto di vista generale, ripercorrendo tendenze e realtà avvenute nell’anno pastorale passato.

  • L’ambiente appare oggi come un luogo accogliente e sereno, frequentato da ragazzi e ragazze dai 12 anni in su. In pratica, è uno dei punti di incontro degli adolescenti e dei giovani di Ferrara dove trovano chi li accoglie e spazi a loro misura. Le regole e lo stile dell’ambiente sono generalmente ben accettati e rispettati.
  • I numeri delle presenze variano notevolmente lungo l’anno e risentono della stagione, degli avvenimenti importanti in città (giostre, feste in piazza…), della disponibilità di tempo libero dei ragazzi. Complessivamente si è notato un calo di numeri, specialmente nel periodo delle giostre, in cui c’è stata la quasi totale scomparsa della fascia 13-15 anni per oltre un mese.
  • Rispetto il passato sembrano quasi assenti i problemi dovuti agli stranieri adulti. Poche le figure che presentano serie devianze e assenti le bande che creavano in passato gruppi problematici o azioni quasi vandaliche. Molto più sottile è la presenza di una devianza tendenzialmente più precoce e nascosta, quali esperienze negative affettive o sessuali, sballi o eccessi di permissività anche in ragazzi giovanissimi, notevole presenza di tabagismo, qualche forma strisciante di bullismo. Tali manifestazioni avvengono al di fuori dell’ambiente (se si eccettua il fumare). Si colgono però gli effetti deleteri nei comportamenti, nei linguaggi, negli atteggiamenti, nell’abbandono dello studio e del cammino di fede (se c’era).
  • Vi una certa carenza di proposte di animazione più guidata e organizzata per quanto riguarda il cortile e gli spazi di gioco. Si fatica a coinvolgere soprattutto i preadolescenti e gli adolescenti più giovani che tendono a cercare più dinamiche relazionali e sentimentali, rischiando di giocarsi su affettività e amicizia con molta leggerezza.
  • Continua il fenomeno dei “ritorni” di ragazzi che, dopo qualche anno ed esperienze decisamente “lontane” dall’ambiente, ritornano magari con la nuova compagnia e frequentano l’oratorio di nuovo. Interessante notare la loro gioia di essere salutati e considerati come oratoriani.
  • Aumenta il numero di ragazzi stranieri maschi che si inseriscono in Oratorio dall’Est europeo o dall’Africa. L’integrazione è normalmente buona, anche se occorre un continuo sguardo per evitare litigi o derisioni, tensioni legate spesso alla problematicità che molti di questi ragazzi hanno alle spalle. Sembra meno presente e più faticoso l’inserimento di ragazze straniere. Si può ipotizzare che ci sia maggiore chiusura dei gruppi femminili ad accogliere nuove amiche piuttosto che i ragazzi ad accettare un nuovo compagno di gioco.
  • E’ sensibile l’aumento di fiducia e stima delle famiglie nei confronti delle attività dell’Oratorio. L’entusiasmo dei figli, il passaparola dei genitori, le file per iscrivere alle attività estive, i turni di elementari e medie a Frassené sono segni eloquenti di questa considerazione, frutto degli sforzi degli anni passati. Hanno anche contribuito la nuova catechesi esperienziale che coinvolge i genitori, il coinvolgimento di nuove famiglie nell’organizzazione e conduzione delle feste, la presenza dei nuovi Salesiani Cooperatori che, oltre la bella testimonianza personale, hanno ripreso il cammino delle “famiglie per l’Oratorio”.
  • La presenza dei bimbi e ragazzi fino a 12 anni rimane comunque ancora legata ad una specifica attività: sport, grest, catechismo, dopo la Messa delle 10… Sono abbastanza rare le famiglie che si organizzano per venire a giocare in Oratorio fuori da un evento organizzato. Evidente che spesso trovano spazi occupati dai più grandi o un ambiente da “grandi” poco attraente.
  • La catechesi nel suo complesso ha vissuto un anno bello e proficuo con delle belle cerimonie di conferimento dei sacramenti, originali e ben vissute. Molto buono il clima di collaborazione e amicizia all’interno del gruppo catechisti. La nuova catechesi è iniziata ma va ancora valutata con attenzione ed è ancora molto legata al sacerdote-catechista.
  • Il cammino di fede proposto dopo la cresima ha visto una realtà variegata. Le seconde medie sono state un gruppo quasi totalmente maschile che ha stentato a partire come gruppo nonostante il notevole impegno degli educatori. Il gruppo di prima superiore ha avuto una bella presenza quantitativa (almeno 20) e qualitativa. Ha vissuto bene l’uscita ad Assisi con la “promessa dell’apostolo”. Ha faticato non poco il gruppo di seconda-terza superiore e altrettanto quello di quarta, che veniva da tensioni al suo interno. Occorre dire che tanti di questi sono poi stati presenti in estate come animatori e oggi sembrano superate molte divisioni.
  • Il gruppo giovani ha fatto un cammino interessante sul tema vocazionale, con incontri e testimonianze. La verifica finale molto confortante dal punto di vista della crescita di fede, sembra un’ottima risposta alle provocazioni sollevate su questo punto nella programmazione 2007/2008. La presenza importante di alcuni di essi ha permesso di svolgere bene le attività estive e le feste. Positivo è il maggiore inserimento in Diocesi, nella Consulta di Pastorale giovanile e il servizio di Corso animatori diocesano. Rimangono la necessità di un impegno più mirato ed efficace e lo sforzo di inserirsi a pieno titolo nella vita della Comunità parrocchiana e oratoriana. Molto problematico è trovare uno spazio consistente in cui condividere, specie nel periodo estivo, un momento alto di ricarica spirituale e di gruppo.
  • Segnaliamo anche la graduale crescita formativa ed educativa in seno alla PGS Don Bosco specie nel settore adolescenti, una ricerca di rilancio dell’attività missionaria, gli efficienti gruppi legati al Cinema che hanno potuto riaprire grazie all’impegno di tanti volontari nell’allestimento (da luogo di culto a sala cinema e viceversa).
  • A proposito della Chiesa Parrocchiale chiusa nell’intero anno pastorale, occorre sottolineare la mancanza forte di un luogo importante per la preghiera comunitaria. Anche a livello di bimbi e ragazzi (specie nei cammini di fede) si è sentito il bisogno di potenziare l’impegno di vivere bene la preghiera anche se gli ambienti non erano molto coinvolgenti o scomodi da raggiungere.

Proposte per il cammino futuro

Guardando avanti possiamo individuare alcuni obiettivi da ribadire o conquistare:

q       rimane una costante già molte volte sentita di sottolineare IL PRIMATO DI DIO: prima di ogni attività e iniziativa occorre un’esistenza che lasci trasparire in sé la presenza di Dio. E’ molto evidente la differenza di chi cerca di educare a partire da sé o a partire dal mandato di Dio. Sulla spinta del Papa, dei Vescovi e del Rettor Maggiore affermiamo che occorre AVERE UNA VERA VITA DI FEDE per poter essere sale e luce del mondo. Se i giovani e gli animatori, gli educatori e le famiglie non accetteranno di avere una Confessione e Comunione regolare, una vita di preghiera, momenti di silenzio e riflessione della Parola, un periodo forte di ricarica spirituale annuale, il nostro ambiente non andrà da nessuna parte: “Senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5).

Ø         Quali proposte concrete possiamo avanzare per aiutare ad accettare questa esigenza di spiritualità? Cosa blocca la decisione di fidarsi di Dio?

q       alcune condizioni del prossimo anno ci stimolano ad aprire il capitolo CULTURALE: molti ragazzi hanno bisogno di un sostegno scolastico. Significativo è il numero dei bocciati, rimandati, demotivati che abbandonano la scuola, specialmente nel biennio delle scuole superiori. Abbiamo ricevuto diverse richieste dai genitori di un doposcuola. La Scuola media Tasso Boiardo manderà nella nostra palestra un certo numero di classi a fare ginnastica: avremo ragazzi tutte le mattine in Oratorio! Inizia l’esperienza del servizio civile legata a progetti per il doposcuola e il cortile. La buona collaborazione con l’Associazione “Tana libera tutti” in estate apre a nuove collaborazioni stabili per lo scopo. In definitiva, abbiamo proposto di aprire in via sperimentale DopoSambe, un DOPOSCUOLA attualmente per le medie. Il vero obiettivo sarebbe arrivare ad uno studio assistito per superiori. Occorrerà valutare risorse, capacità, volontariato disponibile. E’ un ritorno alla scuola tipico del nostro carisma e già presente in passato a Ferrara.

Ø         Come impostare un valido doposcuola? Vi sono urgenze culturali che possiamo tenere presente nelle nostre proposte e iniziative di Sambe?

q       la situazione degli adolescenti in Oratorio fanno pensare ad un progetto ambizioso: costituire una EQUIPE ADOLESCENTI che riflettano, progettino, operino per gli adolescenti in Oratorio non in modo solo settoriale (gruppo, animatori, feste…) ma costruendo per loro una possibilità di percorso unitario. L’attenzione di questi educatori, in rapporto con la famiglia, andrebbe dall’accoglienza del nuovo avventore alla proposta di coinvolgimento, dal volontariato alla formazione, dalla vita di fede all’impegno, dalla scuola al tempo libero (anche estivo). Insomma, una possibilità di crescita integrale coordinata da questa equipe. Non però una sovrastruttura oltre le esistenti, ma una diversa ottica data agli operatori. Insieme si parla, discute, propone per il singolo adolescente come operare per la sua crescita dentro Sambe. Da qui si coordinano Corsi animatori, gruppi di cammino di fede, proposte di impegno missionario, formazione educativa-sportiva, proposte di impegno in Parrocchia, attività dello studio assistito, attività estive a partire però dagli adolescenti concreti, non dalle attività.

Ø         Aspetti del progetto da chiarire e punti di forza. Gli adolescenti di Sambe hanno bisogno di una simile equipe? Quale rapporto con le attività settoriali? Chi lo fa?

 

Esistono molti altri obiettivi che sarebbero importanti: accenniamo al rilancio del cortile e le sue proposte, la revisione dei grandi eventi (feste, spettacoli, mercatini), la cura delle famiglie soprattutto con bambini piccoli (priorità parrocchiale 2008/2009), la dimensione della carità, la risposta alla crescita degli stranieri. Come strategie a breve termine possiamo ricordare come far vivere nel migliore dei modi la riapertura della Chiesa, come reimpostare fruttuosamente il cammino di fede dei piccoli e dei grandi, come ricercare persone disponibili per fare i catechisti e gli educatori dei gruppi.

Come sempre ci affidiamo a Don Bosco e a Maria santissima: ci guidino a essere segni veri dell’amore di Dio per i nostri giovani.

 

Monterortone, 30 agosto 2008                                         Don Marco Lazzerini