Cammino formativo mensile tenuto da Don Diego - parroco - per introdurre la Lectio divina. Appuntamento un venerdì al mese dalle 19 alle 20 (di solito il primo venerdì del mese).

SCUOLA DELLA PAROLA

Gli incontri di Gesù

 

 

QUARTO INCONTRO

 

 

«Zaccheo, scendi subito,

perché oggi devo fermarmi a casa tua»

 

 

UNA NOTA INTRODUTTIVA SUGLI INCONTRI ILLUMINANTI DI GESÙ

Oggi accostiamo la figura di Zaccheo e guardiamo alla dinamica insita nel cuore di chi è in ricerca di Gesù:

Þ C’è realmente un desiderio di ricerca oppure solo curiosità?

Þ La figura di Gesù porta un fastidioso turbamento oppure porta a  scomodarsi per mettersi in cammino?

Þ Quanta disponibilità c’è di mettersi in gioco e di lasciarsi incontrare dal suo sguardo?

 

CANTO

 

PREGHIERA DI INIZIO

(Dal Salmo 27)

 Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!

Il mio cuore ripete il tuo invito: "Cercate il mio volto!".
Il tuo volto, Signore, io cerco.
 Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi,

Dio della mia salvezza.

 

 

L’incontro con Zaccheo:

 

Una conversione sincera, visibile e operosa da compiere

 

LECTIO: consiste in una ripetuta lettura di un passo della Scrittura al fine di comprendere il significato che l'autore originario intendeva comunicare ai suoi lettori o ascoltatori.

 

Dal Vangelo di Luca (cap.19)

[Gesù]  1Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, 2quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". 6Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. 7Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È entrato in casa di un peccatore!". 8Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto". 9 Gesù gli rispose: "Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. 10Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".

Osserva

Intervento di Don Giuseppe

 

Per approfondire

Per far “vedere Gesù” ai giovani

Trovare Gesù non significa, immediatamente, incontrarlo. Non sempre l’aver ‘trovato’ Gesù, in un’esperienza religiosa forte che suscita una grande gioia ed entusiasmo, porta alla fede, ad un autentico incontro con il Signore, perché come nella parabola del seme (cfr. Mc 4), il terreno in cui esso cade non è preparato.

Nell’incontro l’iniziativa è di Gesù. “Egli si fa avanti e cerca l’incontro. Entra in una casa, si avvicina al pozzo, dove una donna va ad attingere acqua, si ferma davanti a un esattore, volge lo sguardo verso chi si è arrampicato su un albero, si aggiunge a chi sta percorrendo un cammino. Dalle sue parole, dai suoi gesti e dalla sua persona sprigiona un fascino che avvolge il suo interlocutore. È ammirazione, amore, fiducia e attrazione.

Per molti il primo incontro si trasformerà in desiderio di ascoltarlo ancora, di fare amicizia con lui, di seguirlo. Si sederanno attorno a lui per interrogarlo, lo aiuteranno nella sua missione, gli chiederanno di insegnare loro a pregare, saranno testimoni delle sue ore felici e dolorose. In altri casi l’incontro finisce con un invito a un cambio di vita. Tale è la testimonianza unanime dei quattro evangeli.

L’esperienza non è diversa quando si pensa all’incontro di Gesù con i giovani. Per ciascuno di loro l’evento più dirompente accade nel momento in cui Gesù appare come colui da cui attingere un senso per la vita, al quale rivolgersi in cerca di verità, attraverso il quale capire il rapporto con Dio e con cui interpretare la condizione umana. La cosa più importante è passare dall’ammirazione alla conoscenza, e dalla conoscenza all’intimità, all’innamoramento, alla sequela, alla imitazione.

Fatto sta che non si può “vedere Gesù”, se Lui non si “lascia vedere”. Non viene a me, ha detto Lui, se non chi mi è stato dato dal Padre mio (cfr. Gv 6, 44). Non basta, dunque, il desiderio di incontrarlo per arrivare alla gioia del riconoscimento; né basta trovare i suoi discepoli per incontrare Gesù e riconoscerlo come Signore.

(dal Commento alla Strenna 2010 del Rettor Maggiore)

 

MEDITATIO: consiste nel cercare di conoscere ciò che il testo dice a me nell’oggi. 

 

SILENZIO E RILETTURA PERSONALE DELLA PAROLA

 

 

ORATIO: consiste nella preghiera che viene dalla Meditatio.  È una spontanea reazione del cuore in risposta a quello che la Parola mi dice.

 

Prega con parole tue…    oppure...

 

Dal Salmo 27)

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
Quando mi assalgono i malvagi
per divorarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.
Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me si scatena una guerra,
anche allora ho fiducia.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Gloria al Padre...

 

 

 

CONCLUDIAMO INSIEME

Padre nostro

 

 

 

 

 

SCUOLA DELLA PAROLA

Gli incontri di Gesù

 

 TERZO INCONTRO

 

 

 

«Se uno non nasce da acqua e da Spirito

non può entrare nel Regno di Dio»

 

  

 UNA NOTA INTRODUTTIVA SUGLI INCONTRI ILLUMINANTI DI GESÙ
Gli scorsi incontri abbiamo aperto un cantiere di ricerca sugli incontri di Gesù con la Gente, per comprenderne la dinamica:
come egli incontra l’uomo…
quell’uomo o quella donna in particolare, nella sua verità…
di atteggiamenti
di attese
di difficoltà
il modo di agire di Gesù...
I risultati di questo lavoro saranno piste di verifica e di orientamento del nostro modo di incontrare gli altri in famiglia, a scuola o in università come sul luogo di lavoro, nel gioco-sport e nel gruppo degli amici, in oratorio, nella comunità cristiana o nella società...


PREGHIERA DI INIZIO


Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus.

Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti.

La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace.

Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen


L’INCONTRO DI GESÙ CON NICODEMO


LECTIO: consiste in una ripetuta lettura di un passo della Scrittura al fine di comprendere il significato che l'autore originario intendeva comunicare ai suoi lettori o ascoltatori.

Vangelo secondo Giovanni (3, 1-15)

1 C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. 2 Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: "Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui". 3 Gli rispose Gesù: "In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio". 4 Gli disse Nicodèmo: "Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?". 5 Gli rispose Gesù: "In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. 7 Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto. 8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito". 9 Replicò Nicodèmo: "Come può accadere questo?". 10 Gli rispose Gesù: "Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? 11 In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. 12 Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? 13 Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. 14 E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, 15 perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna".
16 Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. 17 Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. 19 E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. 21 Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.



Osserva
L’incontro di Nicodemo con Gesù: la notte
La volontà di Nicodemo: capire...
Una realtà nuova offerta da Gesù a Nicodemo: lo Spirito

L’incontro con Nicodemo ha molti aspetti che ricordano l’incontro con il giovane ricco. Anche qui l’iniziativa parte da Nicodemo desideroso di interrogare Gesù, per capire, comprendere di più. Nicodemo è un fariseo, uno dei capi, uno stretto osservante della Legge. Probabilmente un membro del sinedrio. Dunque un "maestro d’Israele". Egli è colpito non tanto dall’insegnamento di Gesù, quanto dai "segni" che gli compie che lo spingono a porsi degli interrogativi su Gesù, che lo discostano dalla linea ufficiale adottata da quella del suo partito fatta di rifiuto e di ostruzionismo. Come tutti gli altri è sicuramente condizionato da una concezione terrena e politica del Messia.
Egli va da Gesù di notte. Un particolare che rivela molto dell’atteggiamento, del carattere e delle preoccupazioni di Nicodemo.

Noi sappiamo come Giovanni usa molto la simbologia del contrasto: luce-tenebre, giorno-notte, spirito-carne... per sottolineare alcuni elementi non solo psicologici ma anche spirituali. (Ad esempio: Giuda quando decide di tradire di Gesù esce dal cenacolo: "Ed era notte"). Anche nel prologo al suo Vangelo troviamo espressamente la lotta tra le tenebre e la luce che è da esse rifiutata. Vi potrebbe essere tuttavia un rimando al fatto che la notte era considerata dai rabbini il tempo più opportuno per dedicarsi allo studio della Thoràh.

In fin dei conti si vuole dire che Nicodemo non ha fatto ancora nessuna scelta. Non si è posto dinanzi ad un’alternativa. Egli vuole anzitutto capire. Vuole vedere se è possibile conciliare un dialogo con Gesù pur non compromettendosi e sblilanciandosi pubblicamente. Non si mai...: "Rabbi, sappiamo che...". ben diverso fu l'atteggiamento di Zaccheo.
Nicodemo è ancora troppo preoccupato di sé, è soprattutto attento alle sue domande: vuole avere prima delle certezze. Si avvicina sì, ma di notte...
In un certo senso Gesù lo aggredisce. Gesù comprende che il dialogo con Nicodemo è possibile solo nella misura in cui egli si lascerà scalfire le sue certezze teologiche. Ancora una volta Gesù non rifiuta un incontro ambiguo: è venuto per tutti perché tutti siano salvi.
Usa gli stessi strumenti di Nicodemo: lo invita a guardare, a vedere: se non riesce a vedere in quello che dice e fa la "diversità" con quella ha visto e sentito dai profeti che lo hanno preceduto non c’è niente da fare. Occorre rinascere: questa è la condizione per entrare nel Regno che egli sta aspettando. E questa nuova nascita avviene solo nella fede in lui: "chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio" (1 Gv 5,1).

Gesù vuole aprirgli lo sguardo su una realtà nuova, a lui che è immerso talmente nei problemi teologici da divenire incapace di scoprire il regno nella vita che gli sta intorno. La vita non si identifica con l’osservanza delle leggi, che per l’ebreo potevano rigenerare l’uomo, ma con la Sapienza divina che scruta in profondità la "verità" di ogni cosa. Occorre lo Spirito che è vita e che apre a risposte nuove, sconosciute, imprevedibili: la pienezza consiste nel vivere non solo come Dio vuole ma nel vivere la stessa vita di Dio.
Nicodemo viene strappato alle sue sicurezze farisaiche per essere rimandato all’esperienza dell’Esodo: la rinascita nello Spirito scaturisce dal costato di Cristo innalzato sulla croce. Gesù gli domanda di lasciare le tenebre e di "venire alla luce" (v 21).

MEDITATIO: consiste nel cercare di conoscere ciò che il testo dice a me nell’oggi. 

Davanti alla Parola
Il dialogo con Nicodemo non decolla...
"Come può accadere ciò?".
Che risonanza avranno avuto in lui le parole di Gesù?
Ritroveremo Nicodemo al momento della sepoltura di Gesù, accanto a Giuseppe d’Arimatea. Lo immaginiamo turbato, ancora perplesso. Non riesce a fare il passo: non sarà né discepolo né apostolo?

Gesù non ha insistito. Ha rispettato, con il pianto nel cuore, la sua libertà.
Nicodemo è tornato a cercare, lui "maestro", altrove: probabilmente ancora nelle leggi che sono precetti di uomini.

Sono messo dinanzi ad una verità: la realizzazione della mia vita non dipende anzitutto dai miei sforzi ma dalla mia docilità all’asacolto della Parola viva che mi trasforma.
Si tratta di fare lo sforzo per rendersi disponibili all’azione rigenerante dello Spirito di Gesù.

Gesù mi sta chiedendo, e in un certo senso costringendo, ad andare con la mia fede ad una profondità ancora più grande, che va al di là delle mie possibilità. A non accontentarmi del già visto, sentito, vissuto: egli mi vuole aprire alla novità: "Ecco io faccio nuove tutte le cose". E’ la vita stessa che nel suo evolversi mi chiede questa docilità e apertura in avanti: in fin dei conti essa si spiega solo con una chiamata; e solo in una mia risposta di adesione totale essa può svolgersi, svilupparsi in tutta la sua pienezza. Io sarò quello che Dio mi farà se mi lascerò fare da lui. E solo così vivrò al massimo tutte le mie potenzialità e possibilità: ciò significa accogliere l’invito a "rinascere" continuamente e nuovamente e dall’alto.

In altre parole si tratta di percorrere una strada che mi consenta di piegare me stesso, tutto ciò che in me di intelligenza, affettività, volontà, si oppone alla novità di Dio.
Se avviene ciò si apre dinanzi a me una spazio straordinario: l’apertura alla verità di Dio e alla sua vita che riempie di senso e mi apre al dono.

Come non pregare il salmo 138: "Signore tu mi scruti e mi conosci..."?.
L’episodio di Nicodemo mi fa comprendere come sia solo Dio colui che fa rinascere e crescere con il dono dello Spirito donatomi dal Figlio.

Mi pongo dinanzi allo Spirito che mi abita e nel quale sono stato rigenerato. Lo Spirito di vita che mi apre alla sorgente del vero, del buono e del bello.

Essere docili alla sua azione: lasciare che il vasaio crei un’opera d’arte dalla creta con le sue mani: cosa comporta questa docilità, dove si concretizza?
Lo Spirito è novità di vita: guardo al mio vissuto. Posso dire di essere aperto a questa novità. Capace di accogliere ciò che mi viene offerto come dono di Dio per la mia crescita anche se questo comporta un distacco e un cambiamento.
Prendere coscienza del dono dello Spirito fattomi nel battesimo, nella confermazione. Come ricomprendere la mia iniziazione cristiana?


ORATIO: consiste nella preghiera che viene dalla Meditatio.  È una spontanea reazione del cuore in risposta a quello che la Parola mi dice.

Prega con parole tue…

La preghiera
Prega con libertà e semplicità davanti a questa Parola, usa le tue parole, ciò che lo Spirito Santo suscita in te.
Puoi pregare così:

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
Se dico: “Almeno l'oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte”;
nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.
Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.
Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;
se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.

CONCLUDIAMO INSIEME

Padre nostro

Converti i nostri cuori, Signore Gesù: il Regno ci si è fatto vicino.


 

SCUOLA DELLA PAROLA

Gli incontri di Gesù

 

PRIMO INCONTRO

 

«Dove abiti?

Venite e vedrete.

Andarono e si fermarono con Lui»

 

 

 

 

UNA NOTA INTRODUTTIVA SUGLI INCONTRI ILLUMINANTI DI GESÙ
Apriamo questa sera un cantiere di ricerca sugli incontri di Gesù con la Gente, per comprenderne la dinamica:
come egli incontra l’uomo…
quell’uomo o quella donna in particolare, nella sua verità…
di atteggiamenti
di attese
di difficoltà
il modo di agire di Gesù...
I risultati di questo lavoro saranno piste di verifica e di orientamento del nostro modo di incontrare gli altri.


PREGHIERA DI INIZIO


Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus.

Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti.

La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace.

Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen


L’INCONTRO DI GESÙ CON GIOVANNI E ANDREA

LECTIO: consiste in una ripetuta lettura di un passo della Scrittura al fine di comprendere il significato che l'autore originario intendeva comunicare ai suoi lettori o ascoltatori.

Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,35-42)

35Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!”. 37E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

38Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: “Che cercate?”. Gli risposero: “Rabbì (che significa maestro), dove abiti?”. 39Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.

40Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)” 42e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)” .


SILENZIO E RILETTURA PERSONALE DELLA PAROLA


Osserva
La mediazione del Battista
La fede inizia dall’ascolto
La fede è l’esperienza di un incontro
La fede è missionaria
L’incontro che cambia



MEDITATIO: consiste nel cercare di conoscere ciò che il testo dice a me nell’oggi. 

Davanti alla Parola
Cosa dice a te personalmente questa Parola?
Noti in te una sincera disponibilità a “cercare Gesù”?
Hai incontrato nella tua vita qualcuno che ti ha aiutato a conoscere Gesù?
Quali esperienze particolare hai fatto che ti hanno aiutato a conoscere ed approfondire la tua relazione con Gesù?
In quale tappa del cammino di fede, così come è emerso dal brano del Vangelo, pensi di trovarti (“ avendo sentito…. si fermarono… lo condusse da Gesù”)?
Cosa è cambiato nella tua vita da quando hai incontrato Gesù?



ORATIO: consiste nella preghiera che viene dalla Meditatio.  È una spontanea reazione del cuore in risposta a quello che la Parola mi dice.

La preghiera
Prega con libertà e semplicità davanti a questa Parola, usa le tue parole, ciò che lo Spirito Santo suscita in te.
Puoi pregare col Salmo 139


Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
    
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
    
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
    
Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.

Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;
se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:
vedi se percorro una via di menzogna
e guidami sulla via della vita.


CONCLUDIAMO INSIEME


Padre nostro


L’incontro di Andrea e Giovanni con Gesù sulle rive del Giordano, è uno dei passi più belli del Vangelo. E’ l’inizio, il seme della Chiesa
Ognuno di noi può dire il giorno e l’ora in cui ha realmente incontrato Cristo nella sua vita è uno di quei momenti impressi a fuoco nella memoria. Ora non resta che domandare che riaccada perché nulla è dato per scontato.

«All’inizio dell’esser cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» (Benedetto XVI).

SCUOLA DELLA PAROLA

Gli incontri di Gesù

 

SECONDO INCONTRO

 

«Seguitemi...

E lo seguirono»

 

 

 

 

 

 

UNA NOTA INTRODUTTIVA SUGLI INCONTRI ILLUMINANTI DI GESÙ
Lo scorso mese abbiamo aperto un cantiere di ricerca sugli incontri di Gesù con la Gente, per comprenderne la dinamica:
come egli incontra l’uomo…
quell’uomo o quella donna in particolare, nella sua verità…
di atteggiamenti
di attese
di difficoltà
il modo di agire di Gesù...
I risultati di questo lavoro saranno piste di verifica e di orientamento del nostro modo di incontrare gli altri in famiglia, a scuola o in università come sul luogo di lavoro, nel gioco-sport e nel gruppo degli amici, in oratorio, nella comunità cristiana o nella società...



PREGHIERA DI INIZIO

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus.

Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti.

La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace.

Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen

 

 

 

L’INCONTRO DI GESÙ
CON PIETRO, ANDREA, GIACOMO E GIOVANNI


LECTIO: consiste in una ripetuta lettura di un passo della Scrittura al fine di comprendere il significato che l'autore originario intendeva comunicare ai suoi lettori o ascoltatori.

Vangelo secondo Marco (Mc 1,14-20)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”.

Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: “Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini”. E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedeo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.


SILENZIO E RILETTURA PERSONALE DELLA PAROLA

Osserva
L’arresto di Giovanni il Battista
L’avvento del Regno
La terra di Galilea
La conversione e la fede nel Vangelo
La chiamata
La risposta


“Gesù  si recò nella Galilea”:  
Non può non venirci in mente quell'uomo vestito di bianco che le donne vedranno al sepolcro. La Galilea è  la regione delle ombre, dei pagani. Il Gesù che va in Galilea è il Gesù già risorto, il Gesù che viene incontro a tutti noi. La Galilea allora siamo tutti noi, i lontani dal vangelo, i non disponibili. Che cosa predicava: il Vangelo. Che cosa è la bella notizia: la nascita, l'annuncio della pace, della giustizia.

“Il tempo  è compiuto……”:
É il Kairos, è il tempo in cui avviene la manifestazione di Gesù. Gli antichi distinguevano tre tempi: il passato (tempo prima della creazione), il presente  (tempo della creazione) e il tempo futuro (quello alla fine del mondo). Il tempo della pienezza per gli antichi era quello della fine,  della giustizia, della pace. Per cui il cammino della storia era orientato verso un tempo che però è alla fine della storia, il tempo del ritorno del Messia. Comprendiamo quindi  che la venuta di Gesù sta invece ponendo una problematica nuova, e cioè che il tempo della pienezza non sarà quello futuro , ma il tempo attuale con la sua venuta nella carne. Il tempo presente, quello della nostra vita, diventa KAIROS, il tempo per eccellenza, della pienezza, il centro verso il quale e dal quale tutto prende senso ultimo. Questo tempo, questo frammento di storia, è un tempo preziosissimo. Non dobbiamo aspettare un altro tempo, ma dobbiamo saper vivere questo tempo, perché è quello su cui ogni cosa deve essere costruita in modo bello e vero. Proprio qui, nel nostro tempo, noi abbiamo la possibilità di giocare tutto di noi stessi.

“il Regno di Dio è vicino”:
É vicino perché è già dentro di noi, non solo accanto, ma anche dentro di noi. Il Regno si è fatto prossimo, è dentro, e spinge dall'interno per farsi spazio nella nostra vita. Noi traduciamo convertirsi, ma in realtà è un invito ad andare oltre la nostra mentalità, misura e cultura umana. “Metanoia”, dal greco, vuol dire andare oltre il modo di ragionare umano, oltre l'egoismo,  che è la misura del peccato umano. L'invito è “rompete gli schemi”, i confini troppo ristretti, gettatevi nel Vangelo, abbandonatevi alla bella notizia. L'uomo è posto di fronte alla scelta: o fidarsi della sua cultura, del suo modo di vedere le cose, di valutare gli avvenimenti, o fidarsi del Signore, della pienezza dell'evento di cui Cristo è il protagonista. A questo punto la scelta degli apostoli si comprende meglio, e diventa l'immagine di ogni sequela del Signore, o se vogliamo di ogni vocazione ad essere cristiano.
La chiamata degli apostoli è l’immagine non solo di una chiamata alla vita consacrata, ma anche alla vita cristiana nella sua normalità. Gesù sta passando lungo il mare e lì incontra i discepoli strettamente legati a questo mare, da cui deriva tutta  la loro vita. Ebbene li “vide” : è un verbo che ha il senso della folgorazione. Li folgora ancora di più con la parola: “voi  la vita la traete dal mare, ebbene venite dietro di me perché io sono quella vita. Vi farò  pescatori di uomini”.

“ ed essi lo seguirono”:  
Hanno capito che tutta la loro fatica di prima finalmente si risolve tutta nella fiducia del Signore. Deve essere stata un'esperienza forte quella che hanno vissuto, perché hanno lasciato tutto subito e lo hanno seguito. Hanno realizzato quanto chiesto prima: lascia tutto ciò che è umano, e giocati nel Vangelo. Si fidano della Parola e sulla Parola, da quel momento, iniziano una nuova vita.
Si ripete la scena anche per gli altri due discepoli: vide anch'essi che assettavano le reti nella barca. Il passo seguente è logico: ciascuno di noi si sente colpito dallo sguardo e invitato a rimettersi in cammino, ma sulla strada del Signore


MEDITATIO: consiste nel cercare di conoscere ciò che il testo dice a me nell’oggi. 


Davanti alla Parola
Cosa dice a te personalmente questa Parola?
“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino: Dio entra nel tempo per portarvi il suo dono. Quale? La vicenda umana è storia di salvezza. Mi rendo conto di questo dono e responsabilità? Come vivo la mia storia personale perché sia aperta ad accogliere il regno di Dio? Quale spazio ha il Signore?
Convertitevi e credete al vangelo: quali realtà mi chiede di ripensare radicalmente nella mia vita? Cosa sto cercando di migliorare per rispondere alla chiamata di Dio?
Lasciate le reti: Io cosa dovrei lasciare per essere più disponibile nel rispondere agli appelli di Dio?
Sulla barca, riassettavano le reti: Quanti squarci nel nostro pescare? Quali “strappi”, “ferite” sentiamo ancora nella nostra vita? Siamo ancora legati al nostro passato oppure riusciamo ad affidare la nostra storia alle mani misericordiose di Dio ?
Li chiamò: La mia vita, qualsiasi sia la realtà e l’età, è una chiamata di Dio. Mi rendo conto di questa possibilità e ricchezza? Con quale entusiasmo la vivo? Quali realtà potrebbero cambiare in meglio?


ORATIO: consiste nella preghiera che viene dalla Meditatio.  È una spontanea reazione del cuore in risposta a quello che la Parola mi dice.

La preghiera
Prega con libertà e semplicità davanti a questa Parola, usa le tue parole, ciò che lo Spirito Santo suscita in te.
Puoi pregare così:


Signore Gesù, Tu mi chiami alla conversione,
a sapere approfittare del tempo opportuno che mi è stato concesso.
Non mi chiedi di fuggire dalle mie responsabilità nel presente,
ma di indirizzare le mie scelte
per scendere nelle profondità del mio cuore,
luogo dove Tu mi parli e mi tieni unito a Te.
La “lieta notizia” del tuo venire in mezzo alla nostra umanità
mi rallegri profondamente di quella gioia che non passa
e mi faccia vivere la conversione non come un mio  sforzo,
ma come l’avventura della riconquista della mia vera libertà,
 alla quale Tu da sempre  mi hai chiamato.
Signore, voglio diventare veramente libero per potere accogliere la tua chiamata
e rispondere al tuo invito con prontezza e generosità come i tuoi primi discepoli.
E’ bello poterTi ascoltare, seguire e servire.
Che la tua grazia porti a compimento l’opera buona che hai iniziato in me!


CONCLUDIAMO INSIEME


Padre nostro

L’incontro di Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni con Gesù nella Galilea apre alla sequela radicale da attuare e ad una compagnia permanente con cui andare: Gesù e gli altri discepoli.
Gesù ci strappa alle nostre preoccupazioni, alle nostre abitudini, e ci invita a crescere, insieme ad altri fratelli, nella fede adulta.

Gli apostoli. Lasciano le reti,
metafora di tutto ciò che ci ingabbia, che ci blocca,
per seguire, subito, Gesù.
E' così Dio: prendere o lasciare,
come precedentemente ci raccontavano Giovanni e Andrea;
occorre andare a vedere.
Capiamo allora la bellissima frase di Agostino:
"Ho paura che il Signore passi senza che io me ne accorga".
Ma se, desti, convertiti, percepiamo il Vangelo,
allora lasciamo tutto e investiamo, rischiamo per seguire Gesù.
Converti i nostri cuori, Signore Gesù: il Regno ci si è fatto vicino.


Il prossimo incontro di Gesù sarà con Nicodemo: “Una nuova nascita da Dio da accogliere e da realizzare”.